Come calcolare il max draw-down con Excel
settembre 25, 2008 13:04
Il Draw-Down è un concetto fondamentale per chi si occupa di trading in modo sistematico, cioè per chi, prima di entrare in qualunque posizione ha prima elaborato una strategia che , in qualche modo, è stato possibile testare su dati storici.
La definizione di draw-down classica è quella di “distanza della equity line dal suo massimo assoluto”, quindi quella di max draw-down è di conseguenza, “distanza massima della equity line dal suo massimo assoluto”.
Cosa vuol dire in pratica e come si calcola?
Immaginate di essere un imprenditore che deve investire in un’attività economica, beh il max draw-down è molto simile al concetto di liquidità minima che l’imprenditore deve destinare all’investimento; più liquidità e destinata all’investiemento più l’imprenditore dorme sonni più tranquilli in momenti non favorevoli; se la liquidità è insufficiente corre il richio di rimanere “a secco” e di dover chiudere baracca anche se l’attività è tutto sommato profittevole.
Insomma, se trascurate il posizionamento di uno stop loss, potreste compromettere un trade, se trascurate il draw-down, potreste compromettere l’intero capitale: quindi il concetto forse non è semlice ma vale la pena approfondirlo, vero?
Al link potete fare il download di un esempio per calcolarlo con Excel.
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Ragionando sulla … volatilitÃ
agosto 31, 2008 10:14
Esistono diverse definizioni di volatilità , diversi modi per calcolarla e diversi motivi per cui si calcola: insomma il termine volatilità è uno di quei termini che, nel mondo del trading, possono voler dire tutto e niente allo stesso tempo.
Ad esempio chi si occupa di investire denaro di terzi nel medio/lungo periodo dà normalmente un connotato negativo al termine: soltanto il nominarlo infatti allontana i suoi clienti che legano il concetto di volatilità al rischio dell’investimento!
Chi si occupa di trading intraday normalmente invece cerca situazioni di volatilità , perchè aumentano la sue possibilità di guadagno. Insomma fare trading intraday in assenza di volatilità è un pò come fare serf senza le onde: si corre il rischio di andare a fondo con la tavola!
Anche per il trader intraday però, a volte la volatilità può essere insidiosa: provate a fare trading intraday in concomitanza delle uscite di notizie importanti e avrete la sensazione di fare “serf ” durante un maremoto: prima l’ebrezza di andare molto in alto, poi..!
Mette invece d’accordo tutti il termine volatilità quando si riferisce non ai prezzi ma alla equity line: cioè, a prescindere dalla vostra strategia di trading, dal time frame e dal mercato scelto, a parità di profitto finale meno la vostra equity line è volatile, cioè più è stabile nel tempo, meglio è!
Opening Range Breakout alle prime armi
agosto 22, 2008 13:23
Una volta che l’ampiezza del range (stretch) è calcolata, viene piazzato un ordine di acquisto sul massimo del range di apertura ed un’ordine di vendita sul minimo del range stesso.
Quando il primo ordine viene colpito si entra in posizione, l’altro viene utilizzato come stop protettivoâ€.
Così Toby Crabel inizia il suo libro “Day Trading with short term price patterns and opening range break out†che racchiude probabilmente i test più approfonditi al mondo sulla tecnica di trading in oggetto. Ma andiamo per gradi:
Come calcola Crabel il range di apertura?
Aggiungendo e sottraendo dall’apertura giornaliera un importo predeterminato chiamato “stretchâ€;
Come si calcola lo “stretch�
Ci sono diversi modi, quello più semplice lo propone Larry Williams, applicando una % (dal 50% al 200% ) al range del giorno precedente.
Quale formula si può utilizzare all’interno di un Trading System con Visual Trader su barre intraday per visualizzare i livelli di entrata secondo questa tecnica?
Questa la scrivo io:
Var:YestHigh,YestLow,Stretch,Mult,EntryLongLevel,EntryShortLevel;
Mult=100;
YestHigh= Eod.h[1];
YestLow = Eod.l[1];
Stretch=(YestHigh-YestLow)* Mult /100;
EntryLongLevel = Eod.o[0] + Stretch;
EntryShortLevel = Eod.o[0] – Stretch;
//Plot segnali di entrata
Plotchart(EntryLongLevel, 0,green,solid,1);
Plotchart(EntryShortLevel, 0,red ,solid,1);
Per il trader alle prime armi interessato a questo tipo di trading potrebbe essere un buon punto da cui iniziare; metodo alternativo, anche se meno affascinante e tecnologico è quello di utilizzare “carta, penna e calcolatrice”: vi assicuro che non solo anche questo funziona, ma che mentre scrivete i numeri vi accorgete di alcune cose che invece ignorereste guardando i numeri a video: misteri della mente umana!
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Il Trader alle prime armi ed i sistemi di Volatility Breakout
agosto 18, 2008 17:51
La rubrica “Il Trader alle prime armi” riprende dopo la pausa estiva riportando lo stralcio di uno scritto di Linda Bradford Rascke liberamente tradotto e dedicato agli aspetti formativi del trading. I trading systems sono da molti trader considerati un punto di arrivo del percorso formativo ma a quanto pare, c’è qualcuno che invece li vede come un punto di partenza: buona lettura!
Vantaggi per la formazione del Trader derivanti dal trading con un sistema di Volatility Breakout by LBR.
Il Volatility break out trading di breve termine può essere un esercizio utilissimo per chi inizia a fare trading:
in primo luogo, insegna a fare cose che sono difficili da fare – come ad esempio l’acquisto di un massimo o la vendita di un minimo in un mercato in rapido movimento! Per la maggior parte delle persone, questo comportamento è molto innaturale!
in secondo luogo, fornisce sempre uno stoploss ben definito una volta entrati nel trade. Come è noto il non attenersi una ferrea disciplina sugli stoploss è la causa più comune di fallimento tra i traders.
Terzo, insegna al trader l’importanza di seguire il trend una volta entrati nel trade; ad esempio, la maggior parte dei sistemi di breakout aumenta le performance quando i trades sono mantenuti overnight.
Infine, è un’utile strumento per migliorare la capacità di esecuzione. La maggior parte dei sistemi di volatilità breakout sono molto più attivi rispetto ai sistemi trend following di lungo termine. Un trader può acquisire dimestichezza nella immissione ordini in uno svariato numero di mercati. Avere un punto di ingresso definito può essere utile anche per superare la paura di “premere il grillettoâ€. L’ordine stop viene immesso in anticipo, quindi il mercato tira automaticamente il trader nel trade quando il livello dello stop viene colpito. Anche per i traders che preferiscono inserire gli ordini all’ultimo momento, utilizzando una certa discrezionalità , il trading con un sistema automatico di volatility break out può essere un prezioso esercizio. Esso dovrebbe aumentare quanto meno la consapevolezza riguardo alcuni tipi di comportamento del prezzo soprattutto quando si è tentati di operare in contro-tendenza o sui ritracciamenti in giornate di forte trend.
Toby Crabel: chi è costui?
luglio 31, 2008 11:30
Immaginate di essere uno scienziato e di condurre anni e anni di esperimenti su di un fenomeno che vi sta a cuore; e di riportare poi osservazioni, analisi, risultati e commenti relativi ai risultati della vostra ricerca su di un diario personale.
Più che un libro, “Day Trading With Short Term Price Patterns and Opening Range Breakout” di Toby Crabel è appunto il diario di uno scienziato, con centinaia di annotazioni puntuali e di esperimenti condotti su un fenomeno ben isolato e affascinante: il comportamento dei prezzi degli strumenti finanziari su timeframe intraday.
Non è ovviamente un libro da leggere “sotto l’ombrellone”, ma il suo valore resta inestimabile!
In aggiunta nel libro non ho mai letto la frase “Quando ho guadagnato il mio primo milione di dollari” ed ho ricercato, invano, la foto dell’autore sul web.
Come scegliere un buon libro di trading
luglio 29, 2008 07:41
La bibliografia sul trading è vastissima ed avere un metodo per scegliere da quali libri iniziare può essere un punto di partenza: questo è il mio.
Nel libro o nella sua recensione è indicata la frase “Quando ho guadagnato il mio primo milione di dollari…”?
L’autore riporta a lettere cubitali il proprio sito internet o il numero di telefono della propria società di consulenza?
La lista dei “Ringraziamenti dell’autore” è lunga più di una pagina?
La premessa si dilunga nel rievocare eventi catastrofici occorsi negli anni passati e durante i quali tanti bravi traders hanno lasciato le penne?
Sulla copertina vi è la foto dell’autore con lo sguardo ammiccante che sembra dire ”Fa come me e diventerai ricco senza neanche accorgertene”?
Se la risposta a tutte queste domande è Si, preferisco lasciar perdere!
NB:Questo metodo è stato testato solo su un campione statistico “relativamente” rappresentativo, cioè i libri di trading che conosco!
Buon inizio giornata!
Un buon consiglio…
luglio 28, 2008 07:38
“Un buon consiglio per il Trader alle prime armi è quello di sviluppare una collaborazione lavorativa con un trader più grande di lui e più esperto, al fine di evitare i pericoli che circondano i trader novizi.
Tutti coloro che iniziano in questo settore si muovono a tentoni. Non sanno cosa cercare e, quando trovano qualcosa non sanno giudicarne la bontà . E, sfortunatamente, esistono un sacco di stupidaggini in circolazione che vengono spacciate come grandi risposte. Molto spesso le strategie funzionano solo per chi le ha create e per nessun altro. I Traders alle prime armi dovrebbero evitare tutto questo ma non sanno come.
Io penso che la cosa più giusta per un principiantre sia trovare qualcuno che faccia trading già da diversi anni ed ascoltare i suoi consigli. Egli ha già eliminato tutte quelle cose sciocche che la gente fa nel trading e può essere di grande aiuto.
C’è gente disponibile! Ci sono traders esperti che si entusiasmerebbero all’idea di aiutare un giovane ad iniziare la propria carriera.”
Parole Saggie vero? Beh, non le ho scritte io, ma George Lane, il padre dello stocastico, io mi sono permesso di tradurle da una sua intervista rilasciata alla rivista Trader’s Source nel 2003.
Chissà cosa ne pensano i traders esperti italiani!!
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Letture consigliate: Street Smart
luglio 26, 2008 11:05
Linda Bradford Raschke, coatrice di questo libro, è considerata da molti traders una sorta di “spirito guida” o, in termini meno esoterici, di personal coach.
Linda infatti nei suoi scritti non cerca di insegnare come si guadagnano dei soldi, cerca semplicemente di insegnare un mestiere, il suo!: Questo accende ovviamente ed a ragione gli entusiasmi!
Questo libro illustra tecniche probabilmente oggi superate, ma descritte ed impostate in modo da insegnare l’approccio corretto al trading: molte di esse peraltro sono facilmente trascrivibili in codici di trading systems elementari; l’approccio corretto al trading infatti ancora una volta è più importante della strategia in sè.
A dir la verità è però un’altro il motivo che mi spinge a parlare di Street Smart: il suo titolo!
“Street Smart” infatti in americano suona un pò come “ragazzo di strada”, peraltro c’è anche un film con questo titolo.
Cosa c’entra?
Beh, io non so se Linda volesse effettivamebte dire questo quando ha deciso il titolo del suo libro, ma comunque mi diverte vedere due punti in comune tra un trader ed un “ragazzo di strada”: il primo è che entrambi imparano la vita a suon di sberle, l’altro è che la prima cosa che viene loro insegnata è: “Attento al portafogli!”.
Materiale relativo a Linda Bradford Raschke è reperibile in italiano ed in lingua inglese.
Il Trader alle prime armi
luglio 25, 2008 17:57


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