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investimenti finanziari


Meno benzina “gialla” nel motore americano(i cinesi vendono…)

febbraio 16, 2010 14:34

Attenzione, c'è un dato che credo debba far molto riflettere: la Cina a sorpresa ha pesantemente ridotto il proprio investimenti in titoli di Stato americani. Si parla di un alleggerimento per oltre 34 miliardi di dollari, già avvenuto lo scorso dicembre ma che salta fuori solo ora con la pubblicazione degli ultimi dati del Tesoro Usa. Dopo questa mossa i cinesi non sono più i primi creditori esteri del sistema americano (pesano di più ora i giapponesi). Un fatto appunto che deve far drizzare le antenne...


Cina, Google “si sveglia”

gennaio 13, 2010 15:59

Parlando ancora di Cina (vedi post precedente) oggi sta facendo notizia l'ultima presa di posizione di Google. L'azienda americana del motore di ricerca dice di non voler più sottostare alla censura internet imposta in terra cinese dal governo di Pechino. Beh, viene da dire: meglio tardi che mai! E soprattutto da sperare che Google abbia effettivamente la volontà di andare fino in fondo (insomma niente marcia indietro sotto le pressioni cinesi...). Come tante altre aziende di tanti altri settori finora di fatto anche Google aveva deciso di chiudere un occhio in nome del business. Questo, come ormai evidente, è il ricatto di Pechino: se vuoi lavorare sul grande mercato cinese devi accettare certe regole che in Occidente sarebbero pura follia (come ad esempio far "sparire" il Dalai Lama da internet!). Se un marchio così importante come Google comincerà davvero a dare il buon esempio, a rifiutare cioè il ricatto cinese, sarà veramente un fatto strategico. Se uno iniziapoi altri lo seguono e pian piano chi non lo fa si confina in una posizione odiosa esempre più indifendibile. Ahimè non sono molto ottimista su questo, ma ci spero. In fondo sta cominciando a succedere così anche con la sensibilità per l'ecologia e l'ambiente: dopo decenni bui in questo senso ora al contrario tra le grandi aziende c'è una vera e propria gara a chi si dimostra più "verde". Ecco, spero che, se in Cina le cose non cominciano a cambiare, si possa arrivare in futuro alla gara per chi si dimostra meno cinese-dipendente possibile. Le campagne di sensibilizzazione in questo senso sono molto importanti. Internet è molto importante. I blog anche possono fare la loro parte. Bisogna sperare di riuscire a formare una sensibilità pubblica, proprio come è successo per l'ecologia. Deve passare sempre più l'idea che in nome del business non si può chiudere gli occhi davanti a violazioni di massa dei diritti civili. Deve sempre più passare l'idea che bisogna premiare i prodotti e servizi delle aziende che lo capiscono, mentre bisogna boicottare quelli delle aziende che invece si ostinano a far finta di niente.


Future sulla bolla cinese

gennaio 12, 2010 10:05

Rieccomi online dopo la pausa vacanziera. Nei giorni di assenza dal blog e dunque in questo inizio d'anno nuovo il fatto che mi ha più colpito (e che secondo me è passato un po' troppo sotto gamba anche sulla stampa specializzata in economia e finanza) è quello dell'apertura dei cinesi ai futures. L'autorità di controllo del mercato borsistico nella Repubblica Popolare Cinese ha fatto capire che si va verso l'introduzione di un nuovo comparto di strumenti derivati su indici e titoli e verso le vendite allo scoperto. Per carità, nulla di "fantascientifico" o "eretico", è tutta roba che come noto sui mercati occidentali c'è da un pezzo. Semmai c'è da chiedersi cosa tutto questo potrà portare in futuro su un mercato diciamo così con più di un ombra, come spesso sottolineato in questo blog, come quello cinese. I derivati di per sè non sono nè "buoni" nè "cattivi" (non siamo certo qui a fare i "luddisti" della finanza, quelli per cui necessariamente la parola derivato è sinonimo di satana...), il problema è semmai dove possono portare un mercato già sospettato di essere "in bolla" e con aree di potenziale grossa fragilità strutturale. Ho letto sul Sole questo: "L'attesa introduzione di un mercato dei derivati in Cina, secondo gli esperti, contribuirà a stabilizzare un indice notoriamente volatile". Beh, francamente, nel mio piccolo di "non esperto" ho più di un dubbio su questo soprattutto a tendere, pensando a quando la bolla cinese sarà stata ben ulteriormente gonfiata proprio grazie ai derivati...


Hang seng weekly

agosto 14, 2008 20:41

Partiamo da un fatto: siamo entrati in bear market da parecchio tempo. Dunque, la tendenza generale è ribassista. Ora i corsi si sono incastrati in un triangolo con tendenza ribassista che effettivamente mi ha beffato perché quando ha tentato anche solo di avvicinarsi, la velocità e il macd hanno invertito fortemente al ribasso, mentre il sentiment è rimasto stabile. Oggi, però, mi sono accorto di una figura quasi completata che prospetta un importante scenario: si sta creando (ed ultimando) un chiaro testa spalle ribassista partito dai primi mesi del 2007. La figura in questione, dunque, non è riferita al breve periodo, ma anzi sembra annunciare altri fortissimi crolli. Se infatti si avverasse lo sfondamento del collo o neck-line (area 21.000-21.110 circa) in maniera decisa, non tipo “una toccata e via”, gli obbiettivi più che realistici sarebbero in zona 7.700-7.800!!!! Allora forse hanno ragione quei analisti che, come detto prima, annunciano non dico la fine, ma un forte rallentamento dell’economia del dragone? I grafici ora sembrano dire che è più che plausibile una evoluzione in tal senso dello scenario, ma per esserne più certi bisognerà aspettare ancora qualche settimana.

Ma ora una domanda sorge spontanea? Se la Cina si “ferma”, noi il bottom della crisi, come ha recente detto l’amministratore di Unicredit, lo abbiamo già toccato, o Profumo si sbaglia???

Avete richieste particolari o azioni da analizzare? Scrivetemi senza impegno una mail a davide@einvestimenti.it